Intervista al Prof. Francesco Lombardo: tra finasteride, effetti collaterali e nuove prospettive terapeutiche

In questi giorni ho avuto il piacere e l’onore di intervistare il Prof. Francesco Lombardo, endocrinologo molto conosciuto e stimato, docente universitario e punto di riferimento nel campo della salute maschile, in particolare sul territorio romano. Abbiamo parlato a lungo di un argomento che conosco fin troppo bene: la finasteride. Un farmaco che negli ultimi anni ha acceso un dibattito sempre più acceso tra medici, pazienti e ricercatori, per via dei potenziali effetti collaterali gravi e persistenti che alcuni uomini – me compreso – hanno vissuto sulla propria pelle.

Cos’è la finasteride e perché viene prescritta

La finasteride viene comunemente prescritta per due principali motivi:
– il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna (cioè l’ingrossamento benigno della prostata che può causare difficoltà urinarie),
– e l’alopecia androgenetica, cioè la calvizie maschile.

Agisce bloccando un enzima chiamato 5-alfa-reduttasi, che trasforma il testosterone in diidrotestosterone (DHT). È proprio il DHT, infatti, a essere coinvolto sia nella caduta dei capelli che nella crescita eccessiva del tessuto prostatico. Riducendo i livelli di DHT, la finasteride può rallentare la calvizie e migliorare i sintomi prostatici.

I rischi da non sottovalutare: la sindrome post-finasteride

Il problema, però, è che in alcune persone questo farmaco può lasciare strascichi pesanti, anche dopo averlo sospeso. Parlo di quella che ormai viene sempre più spesso riconosciuta come Sindrome Post-Finasteride (PFS). Il Prof. Lombardo ha affrontato con estrema sensibilità questo tema, sottolineando che oggi esistono crescenti evidenze scientifiche su un possibile legame tra l’uso di finasteride e disturbi neuroendocrini, cognitivi e sessuali persistenti.

I sintomi più comuni sono:

  • disfunzione erettile duratura, anche dopo la sospensione del farmaco
  • calo del desiderio sessuale
  • nebbia mentale, difficoltà di concentrazione, stanchezza mentale
  • umore depresso, ansia, in alcuni casi ideazione suicidaria

Tutti segnali che meritano ascolto e attenzione, non superficialità o negazionismo.

Un sostegno importante per il mio libro e la causa che porto avanti

Il Prof. Lombardo ha voluto esprimere pubblicamente il suo sostegno al mio libro “Nove Anni al Buio”, in cui racconto il mio calvario personale legato proprio alla finasteride, e ha riconosciuto l’importanza dell’organizzazione PostMedicationSyndromes, di cui sono cofondatore.
Un segnale forte e incoraggiante, perché significa che anche la medicina accademica inizia ad aprirsi all’ascolto delle testimonianze reali.

Scienza, fiducia e nuove alternative terapeutiche

C’è stato un momento dell’intervista che mi ha colpito particolarmente. Il professore ha detto che “fino a poco tempo fa, molte cose in ambito riproduttivo sembravano fantascienza… oggi sono scienza vera, scienza fantastica”. Un messaggio chiaro: non bisogna perdere la fiducia, bisogna continuare a raccontare, a cercare risposte, a costruire ponti tra chi soffre e chi cura. Abbiamo parlato anche di possibili alternative terapeutiche, soprattutto per chi soffre di ipertrofia prostatica e non vuole assumere né finasteride né altri estratti come la Serenoa repens, che anche se naturali, in alcuni casi hanno dato effetti collaterali simili. Una valida opzione, secondo gli studi più recenti, è rappresentata dal Tadalafil – un farmaco conosciuto per trattare la disfunzione erettile ma che può migliorare anche i sintomi urinari legati all’ipertrofia prostatica, con effetti positivi sia sulla prostata che sulla qualità della vita sessuale.

Questa intervista è stata un momento prezioso, non solo per il valore scientifico, ma per il valore umano.
Quando un medico ascolta, approfondisce e riconosce una realtà complessa come la sindrome post-finasteride, significa che qualcosa sta cambiando davvero. Il mio impegno con il libro “Nove Anni al Buio” e con l’organizzazione PostMedicationSyndromes prosegue proprio in questa direzione: informare, sensibilizzare, dare voce a chi non l’ha avuta, creare ponti tra chi ha sofferto e chi può contribuire a cambiare le cose.

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